Ultima modifica: 24 luglio 2018
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VERJUS: LA LEGALITA’ CONTRO LA MAFIA

Gli alunni Brusatori Lorenzo, Cosentino Alessandro, Crola Laura, Fortina Veronica e Travaini Lorenzo di 2B e gli alunni  Alberti Giulia, Baruffaldi Gaia, Bertolotti Sara, Bolamperti Andrea, Bruno Thomas, Lupi Gabriele, Pratillo Giada, Schirò Francesco e Tomasini Nicholas di 2 C, coordinati dalla prof. M. Giuseppina Cuda hanno partecipato al concorso bandito dalla Fondazione Falcone in occasione del XXVI anniversario delle stragi di Falcone e Borsellino, risultando vincitori a livello regionale per la scuola primaria di secondo grado.

Il concorso di quest’anno, dal titolo: “Angeli custodi: l’esempio del coraggio, il valore della memoria” prevedeva un elaborato di qualsiasi genere che si focalizzasse soprattutto sugli uomini e le donne della scorta dei due giudici palermitani.

Abbiamo pensato di realizzare un video che ricordasse gli agenti delle scorte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, come esemplificativi di tutti gli uomini delle forze di pubblica sicurezza che hanno perso la vita nell’adempimento del loro dovere e, in particolare, di chi si preoccupava di proteggere altre persone.

Siamo partiti quindi dalla storia della vita degli agenti della scorta, attraverso ricerche su internet di fonti scritte e video. In seguito, con i miei alunni, abbiamo riflettuto e discusso sulle informazioni ottenute su ognuno degli otto agenti delle scorte. Quindi i ragazzi hanno elaborato una frase significativa ed incisiva che accompagnasse l’immagine degli agenti nel video che andavamo costruendo.

Riflettendo inoltre sul fatto che la storia di questi “angeli custodi” comincia in differenti paesi e regioni d’Italia e, in un caso, anche fuori dal nostro Stato, per convergere a Palermo in quel terribile 1992, abbiamo pensato che fosse importante evidenziarlo. E così un filo rosso conduce ognuna delle vite degli agenti di scorta a Palermo. Le loro vite convergono in questa meravigliosa e antica città.

Ma, come appare nel video, “la morte non è stata la loro fine” perché le future generazioni hanno il compito di conoscere, ricordare e mettere in pratica il loro messaggio di completa dedizione e rispetto per la legalità, partendo dalla Sicilia. Questo messaggio, dunque, è arrivato forte e chiaro anche dalla parte opposta dell’Italia a più di 2000 Km di distanza.

Nella seconda parte del filmato, infatti i ragazzi hanno voluto raccontare che cosa hanno imparato da ciò che hanno studiato e vissuto. E anche in questo caso lo abbiamo fatto attraverso fotografie e riflessioni scritte da loro e che accompagnano le immagini.

Per la preparazione dei miei alunni, abbiamo letto insieme il libro di Luigi Garlando, “Per questo mi chiamo Giovanni”, abbiamo guardato e commentato i video degli attentati di Capaci e di Via D’Amelio, dei funerali dei giudici Falcone e Borsellino e della loro scorte, le interviste ai loro familiari nel corso di questi anni.

Abbiamo anche consultato il sito della Polizia di Stato, soprattutto la parte del sacrario dei caduti, e parlato con un’agente di Polizia che ha conosciuto e lavorato con Emanuela Loi. Sue sono le parole tra virgolette riportate all’inizio del video.

Abbiamo scelto la forma del video per il nostro elaborato perché ci è parsa la modalità più immediata e incisiva per ricordare e far conoscere chi fossero gli agenti delle scorte, argomento del concorso bandito in questo anno scolastico.

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La vittoria regionale ci ha permesso di partecipare alla Nave della Legalità 2018, in partenza da Civitavecchia il 22 maggio. Purtroppo la delegazione doveva essere formata solo da quattro alunni e due adulti, abbiamo quindi deciso di sorteggiare  due maschi e due femmine appartenenti alle due classi che hanno lavorato a questo progetto.

Il sorteggio è avvenuto in presidenza e gli alunni estratti sono stati: Brusatori Lorenzo e Crola Laura per la 2 B e Baruffaldi Gaia e Schirò Francesco per la 2 C. Accompagnatori: Dirigente prof.ssa Daniela Rossi e prof.ssa M. Giuseppina Cuda.

Durante il viaggio, la Dirigente ha proposto ai ragazzi di tenere un “diario di bordo”, da scrivere quando ne avessero voglia e lasciando a loro la possibilità di raccontare tutto ciò che li ha toccati durante questa avventura.

Alcuni stralci del diario commentano le immagini del video che racconta la nostra partecipazione alla giornata del 23 maggio a Palermo.

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